Cucina regionale lombarda: la michetta

La nostra carissima Yrma ha suggerito un’ottima idea per questa settimana: il pane. Viaggiando per l’Italia si ha la fortuna di poter gustare tantissimi tipi di pane, diverso nella forma, nell’impasto o negli ingredienti che lo arricchiscono. Credo che nessun Paese al mondo possa vantarne una tale varietà e oggi siamo qui pronti ad offrirvene quanti più possibili. Ma in Italia, il pane diventa spesso anche ingrediente per piatti diversi, sia dolci che salati e naturalmente i nostri amici non mancheranno di presentarci degli esempi tipici delle loro regioni. Iniziamo il nostro giro:
CALABRIA: U pani duru di Rosa ed Io
CAMPANIA: Pane cafone di Le Ricette di Tina
SICILIA: Polpette di pane di Cucina che ti Passa
TOSCANA: Pappa al pomodoro di Non Solo Piccante
VENETO: La ciopa di Semplicemente Buono
FRIULI VENEZIA GIULIA: Biga servolana di Nuvole di Farina
PIEMONTE: Grissini torinesi stirati di La casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: La coppia ferrarese di Zibaldone Culinario
TRENTINO ALTO ADIGE: Pan de molche e treccia al grano saraceno di A Fiamma Dolce
PUGLIA: Le puccie uliate di Breakfast da Donaflor
LAZIO: Rosette romane di Chez Entity
LIGURIA: Pancheutto di Un’Arbanella di Basilico
UMBRIA: Pan nociato di Todi di 2 Amiche in Cucina
MARCHE: Pane casereccio di La Creatività e i suoi colori
ABRUZZO: Pane di patate di In Cucina da Eva
E qui in LOMBARDIA:
LA MICHETTA
La michetta è il tipico panino milanese, nasce nel 1700 e prende spunto dal Kaisersemmel, un pane austro-ungarico che fu introdotto a Milano da funzionari dell’Impero; dato che il clima milanese rendeva questo panino umido e molle, venne studiata una ricetta alternativa, togliendone la mollica e rendendolo più leggero. Anche il suo nome risale a quel periodo, dal diminutivo che i milanesi utilizzavano per indicare il Kaisersemme, detto, appunto, mica o michetta. La sua particolarità, oltre la forma a rosetta è l’interno quasi privo di mollica, vuoto, o meglio, soffiato. La consistenza è quasi croccante ed è meglio consumare questo tipo di pane entro poche ore dalla cottura, dato che dopo tende a diventare prima elastico e poi a seccare (è perfetto da grattugiare). E’ la prima volta che lo preparo e, non avendo, l’apposito stampo ho utilizzato il classico tagliamela; l’effetto soffiato è dato sicuramente dalla biga e dal prolungato riposo, oltre che dalla cottura ad alta temperatura, possibilmente su pietra refrattaria. La ricetta l’ho ripresa dal forum Gennarino.org e ho apportato alcune piccole modifiche. Il risultato mi è piaciuto molto e sicuramente le michette entreranno a far parte della produzione di pane settimanale.
INGREDIENTI:
Per la biga:
- 200 gr farina 00
- 200 gr farina Manitoba
- 390 gr acqua
- 5 gr lievito di birra fresco
- 170 gr farina 00
- 110 cl acqua
- 20 gr sale
- 8 gr malto
Impastare gli ingredienti per la biga, io li ho uniti tutti nella planetaria e l’ho fatta lavorare per circa una decina minuti finchè il composto è risultato bello omogeneo. Coprirlo con la pellicola e lasciarlo riposare a temperatura ambiente per 14-16 ore (nel caso le temperature siano basse ne saranno necessarie fino a 20). Il giorno dopo ho sciogliere a mano la biga a piccoli pezzi nell’acqua, aggiungere la farina e impastare nella planetaria per cinque minuti, poi unire il sale e continuare per un quarto d’ora ancora. Lasciar riposare l’impasto per mezz’ora, poi tagliarlo in panetti di circa 100 gr l’uno e lasciarli lievitare coperti (non si deve formare la crosta) per altri 40 minuti circa. Con l’aiuto di una tagliamela, formare le rosette, schiacciando bene l’impasto, i tagli devono essere profondi. Per la cottura in forno, a 250° per una mezz’ora, sarebbe meglio utilizzare una base di pietra refrattaria, inoltre è fondamentale tenere l’interno del forno umido, utilizzando più volte un spruzzino con l’acqua. Io li ho cotti in un fornetto da pizza con la refrattaria e mi sono bastati pochi minuti, dato che le temperature raggiunte sono molto elevate.
Fonte notizie: Milanofree-Michetta




